Salve a tutti, siamo ancora in tema inktober, perché non sfruttare per l’occasione i nostri fantastici multiner Copic? <3
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mercoledì 18 ottobre 2017
mercoledì 31 agosto 2016
0 tutorial: applicazione della gasenfude su disegno.
Dopo tanto tempo eccomi di nuovo qui per concludere l'argomento gasenfude.
nello scorso tutorial ho spiegato come ottenere alcuni tipi fondamentali di pennellate, mentre stavolta vi farò vedere come applicarle al disegno. qualche effetto per i capelli, per rendere i tessuti, principalmente.
questo è il disegno che ho scelto come base.
uso lo stesso così l'occhio può concentrarsi e notare le differenze solo tra le parti che tratteremo, si sa che l'inchiostrazione non viene mai uguale. Inoltre, per quanto sia possibile inchiostrare con la Fude, è generalmente sconsigliato, perchè genera spessori delle linee posizionati in punti diversi rispetto a quelle di un pennino. un disegno fatto coi pennini giusti fa subito 'giapponese' per impressione.
(piccola avvertenza: a causa di un problemino con la stampante, per poter lavorare tutti gli effetti sullo stesso disegno ho dovuto aggiungere i neri in digitale, in realtà. ma dato che conosco gli effetti di una fude, saranno esempi piuttosto verosimili)
ecco quindi i 4 esempi su cui lavoreremo.
-1
Capelli: Come potete vedere il primo è molto semplice. è un nero per lo più piatto, con pochi punti di luce, ridotti a puntini ottenuti successivamente con del bianchetto, e delle rifiniture come qualche capello ribelle colpito dalla luce ottenuto con il Copic opaque white extra fine.
Invece che puntini possono essere anche trattini, piccoli zig-zag, ma concettualmente si tratta di piccole aree ben definite, non uniformi.
Abiti: come i capelli, anche gli abiti sono principalmente piatti, si interviene con il pennellino fine o lasciando un bordino bianco solo nei punti in cui devono rimanere visibili le linee dei vestiti. una giacchetta nera su un vestito nero, senza questo accorgimento, diventerebbe un'unica sagoma nera illeggibile.
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| Orange, di Ichigo Takano |
Non è una regola standard, dipende anche dai materiali, ma di solito c'è una coerenza tra la compelssità dei vari tipi di neri. un personaggi con capelli piatti, a meno che non indossi un abito di pelle lucida, stonerebbe a contrasto con abiti troppo elaborati.
-2
capelli: sono un pelo più elaborati di prima, il punto luce maggiore, nei capelli lisci, è dato da una specie di cerchio, o di aureola, attorno al capo, generalmente nella parte superiore. può anche presentarsi con diversi spessori, uniforme come quello a destra, o largo alle estremità e talmente sottile da sparire al centro, o largo da una sola estremità, dal lato dove proviene la luce come a sinistra, che va ad assottigliarsi nella direzione opposta, o ancora contenere delle parti a zig zag.
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| esempi. Dall'alto in basso: Nurse witch Komugi chan, Acchi Kocchi e Loveless |
nei capelli lunghi si può anche scendere con qualche bordino bianco a delineare le ciocche delle frange o per separare i volumi dei capelli che finiscono davanti alle spalle da quelli che stanno dietro, per esempio.
Abiti: seguendo lo stesso esempio, si mantengono delle zone bianche, da elaborare in base alla provenienza delle luci. notate come i due personaggi abbiano ombre diverse in base al tessuto dei loro abiti. la maglia di lui è morbida, quindi le pennellate sono larghe e morbide, ottenute con il tipo di pennellata numero 2 (vedi scorso tutorial).la giacchetta di lei invece è rigida, quindi lo sono anche le ombre, che seguono le curvature lisce sui volumi del corpo. solo nelle pieghe si dà qualche piccola passata, e ancora interviene il bianco a definire meglio tutte le parti che sono in ombra, come le braccia incrociate.
-3
terzo esempio.
Questo è un tipo di fude molto più elegante e ricercato, molto più facile da trovare nei manga dedicati ad un pubblico femminile.
Capelli: come sopra, la luce può essere fatta ad aureola, oppure lasciata chiara tutta la sommità del capo, è una questione di gusto personale.
Questo effetto si ottiene utilizzando la pennellata n*1, quella sottile.
La distribuzione delle aree di luce è importante, perchè se messe a caso sembreranno solo dei graffi bianchi.
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| Watashi ni xx shinasai |
Può essere quindi utile segnare con una matita leggera (ne esiste proprio una azzurro ciano fatta apposta per il manga, è un colore che la scansione in B/n non legge e scompare del tutto) le zone in cui vogliamo metterla. la famosa aureola, o qualche luccichino nei capelli più lunghi.
In seguito, partiamo da un'estremità della nostra fascia di luce e tracciamo velocemente piccole linee che puntano al centro di essa, e la stessa cosa dall'altra parte. Ricordate che in base allo spessore dell'aureola e alla lunghezza delle linee che tracciate la quantità di bianco che rimane al centro cambia considerevolmente, quindi bisogna prenderci la mano.
Più sono corte le pennellate, più saranno facili da gestire. Se invece i tratti sono lunghi diventano difficili perchè ASSOLUTAMENTE devono seguire le eventuali curvature o ondulazioni delle ciocche. se fate linee troppo lunghe e dritte in un punto in cui il capello dovrebbe essere morbido, otterrete un effetto rigido e molto poco elegante. Per ultimo si riempiono le parti di nero pieno tra una luce e l'altra.
Abiti: molto simili a prima, mantengono qualche zona bianca in più per delineare meglio le pieghe, con l'aggiunta, in qualche punto, di un effetto a piccole punte che richiama quello dei capelli.
In questo caso la fude è solo nera, senza alcun tipo di sfumatura, quindi per ammorbidire le uscite e farle sembrare meno nette, un'alternativa al tratteggio è appunto frastagliare una sola punta grande in diverse sottili. In questo modo, soprattutto da lontano (non so se lo sapete, ma quando guardate la pagina di un volumetto manga, sappiate che l'autore l'ha disegnata quasi 4 volte più grande) l'occhio percepisce quel punto come meno pesante.
-4
I retini. o screentones, insomma, i grigi.
Possono essere intesi come parte più chiara delle zone altrimenti nere, o come vere e proprie tonalità differenti. capelli rossi, per esempio.
NOn cambia il fatto che in alcuni casi la fude possa essere usata per ombreggiare questi grigi per creare più contrasto.
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| Kimi ni iru machi di Koji Seo |
Capelli: Dovete sapere che nella tecnica manuale prima si inchiostra, poi si danno i neri e infine si appiccicano i retini. solo alcuni titpi di fude con un inchiostro acrilico specifico possono passare sopra i retini (che essendo plastificati non assorbono inchiostro, col rischio di macchiare ovunque). di conseguenza è difficile imparare a dosare il nero senza aver prima idea di come sarà l'effetto finale: per esempio, mettere un certo quantitativo di nero potrà sembrare comunque bilanciato a contrasto col bianco, ma una volta messo sopra il retino potrebbe essere tutto troppo scuro.
Anche qui, quindi, occorreranno dei tentativi per prendere la mano. La fude è utile per ombreggiare ciocche sottili o andare a colorare il retro dei capelli, quello che si intravvede dietro al collo, la zona d'ombra. avere una punta sottile è comodo per andare a riempire le zone tra un ciuffo e l'altro.
Abiti: Seguono lo stesso principio, il modo in cui si danno le ombre assomiglia di più alla colorazione, in quanto ora anche le parti lasciate bianche andranno a scurirsi con i retini e quindi non sembrerà troppo luminoso, quindi se un tessuto è nero, si andranno a riempire le zone ombreggiate naturalmente dai volumi, mentre se si vuole rendere l'effetto di un colore, si lascia quasi tutto retinato tranne alcuni piccoli punti di ombra intensa. (per esempio, le sovrapposizioni di giacca su vestito o il punto in cui si incrociano le braccia)
ci sono un sacco di cose da spiegare ancora, ma mi viene da dirvi solo... esercitatevi e scopritele! Di solito pieghe e capelli sono le più importanti, quindi mi sono concentrata su queste.
Sperando sia stato utile, un saluto!
Alice.
mercoledì 3 agosto 2016
0 tutorial: gasenfude, come modulare il tratto
L'idea è fare di questo un breve tutorial introduttivo, per poi vedere in un successivo come utilizzare questi tratti per ombreggiare e per ottenere l'impressione di diversi materiali e consistenze nel disegno.
Partendo dal presupposto che se siete davvero bravi con le fude ci potete anche inchiostrare, (in molte scuole di fumetto si insegna tranquillamente a ripassare i contorni con pennelli estremamente sottili) va specificato che è atipico per il Giappone, dove si predilige l'inchiostrazione a pennino, poichè modula il tratto in maniera diversa. Inoltre la punta della fude è così sottile che spesso si fa fatica ad iniziare la linea in maniera marcata, cosa che spesso aiuta ad enfatizzare le ombre nei piccoli angoli.
La fude nasce come evoluzione del pennello da calligrafia giapponese, e lo scopo è ottenere linee di un bel nero pieno, brillante, e molto marcate. come già specificato nell'altro tutorial, anche se marca Copic, la fude NON SFUMA, in quanto è resistente all'alcol. Di conseguenza è ottima per RESISTERE AL COPIC.
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| resistenza all'alcool: copic a sinistra e gasenfude a destra |
Mi è capitato di darla a da provare a ragazzi inesperti, e ho notato subito che qualcuno l'ha impugnata come un pennello con cui dovessero sendere l'acquerello, o come un pennarello per colorare, muovendo il polso su e giù: In questo tutorial vorrei quindi mostrare come impugnare la penna correttamente per ottenere diversi tipi di linee.
partiamo dalla prima, la più semplice.
1-la linea sottile.
per ottenere questo tipo di linea, bisogna sfruttare l'incredibile e affilatissima punta della fude: la penna deve essere impugnata in modo tale che il movimento della penna lasci un tratto che sembri un'estensione della punta stessa. tenerla in posizione quasi verticale può aiutare.
Se contiamo la penna come una freccia, diciamo che la linea e la punta devono essere direzionate nello stesso verso.
Modulando questo tipo di tratto, prendendo un pò di dimestichezza si riesce anche ad inchiostrare.
ricordate che meno premete più la linea sarà sottile, poichè minore sarà la superficie delle setole della punta a contatto con il foglio.
provate a variare gli spessori partendo da un inizio un pò più 'cicciotto' e finire con una bella punta (si dice anche 'uscita' quando si intende la parte finale del tratto in cui la penna viene sollevata dal foglio) e accostando tante linee le une alle altre facendo in modo che le parti più larghe si tocchino tra loro permette di ottenere quella che si potrebbe definire una 'sfumatura'.
Ovviamente non c'è nulla di sfumato, ma se pensiamo ad un pennino, il modo di sfumare senza passare per il grigio e è usare il tratteggio, che diminuisce man mano la distribuzione dell'inchiostro sul foglio. La fude non è adatta a tratteggiare fine, perchè per via della punta lunga, fine e morbida, fare linee troppo corte può risultare fastidioso, ma la diminuzione progressiva dell'inchiostro in una direzione può essere paragonabile ad un chiaroscuro. si usa spesso nel capelli, per rendere l'effetto lucido, o nei panneggi dei vestiti, ma lo vedremo nell'applicazione pratica del prossimo tutorial.
2 - La linea spessa
Al contrario del primo, questo tipo di tratto si ottiene muovendo la penna in maniera tale che la direzione data dalla punta/freccia e dal verso della linea prodotta siano perpendicolari.
consiglio di non premere eccessivamente, perchè superare un certo spessore costringe la punta a scrivere con la parte laterale e l'inchiostro non scende in maniera ottimale, in quanto è portato a seguire la direzione delle setole di nylon filtrando tra esse (si noti nella foto con le varie linee che le due sotto risultano infatti secche, strisciate, perché il movimento troppo veloce non ha dato il tempo all'inchiostro di scendere adeguatamente tra le setole)
Questo è un tipo di linea che uso a volte per riflessare i capelli in stile shonen, alternando parti appuntite a ad altre piatte.
3 - le linee miste
si possono anche mescolare i due tipi di linee per ottenere forme più complesse. il succo è che bisogna imparare a muovere il polso e le dita in maniera tale da partire come le linee sottili, procedere come quelle spesse, e terminare come le sottili.
Prendiamo una fogliolina come esempio: ve ne verranno di tanti tipi tentando, da quelle cicciotte e quelle troppo sottili a quelle triangolari o squadrate. fare foglioline sono un buon modo per scaldare la mano. tutto sta nel riuscire a passare fluidamente da un movimento all'altro (molto dipende anche dall'inclinazione. per esempio a me vengono bene le foglie fatte dal basso verso l'alto, ma non viceversa, è soggettivo. se serve ruotate il foglio a piacere per usare sempre l'inclinazione per voi ottimale). ovviamente, più la pennellata è corta, come nel caso di una foglia, più sarà difficile e necessiterà di manualità, quindi non demordete se non vi vengono subito!
Importante: quando si curva la linea lunga non basta muovere il polso, perchè altrimenti sarebbe un passaggio dal tipo 1 a quello 2 o viceversa, ma bisogna sollevare il gomito e usare tutta la spalla per assicurarsi di mantenere la punta e la linea nella giusta direzione.
se non è possibile eseguire tutto il movimento in una singola pennellata allora è consigliabile terminare con un'uscita sottile, ruotare il foglio in modo da guadagnare altro spazio di curvatura e riprendere la linea interrotta sovrapponendo l'inizio della nuova pennellata al finale della precedente.
Questo è un tipo di pennellata molto utile nelle pieghe dei vestiti, soprattutto quelle dei tessuti un pò rigidi, come giacche, o pantaloni. <3
con questo spero di aver chiarito qualche dubbio e vi aspetto al prossimo tutorial di applicazione pratica!
Alice
mercoledì 16 marzo 2016
0 Tutorial: 'black and white' parte 3 - multiliner e gasenfude
Tutorial: 'black and white' parte1 - penna Bic sfumata a copic!
Dato che erano stati trattati con i
copic sia i grigi sfumati che i neri pieni, mi sono detta: 'cosa posso
aggiungere a questo argomento che non sia già stato detto e ridetto?'
Tutorial: 'black and white' parte 2 - catturare l'attenzione con un particolare colorato
E dopo avervi presentato i due tutorial dei nuovi esordienti della sezione manga, concludo sulla loro ondata a tema Black and White con la terza parte.
...nulla.
e quindi ho cambiato del tutto genere, e per stavolta abbandono i marker copic, per passare ad un bianco e nero ottenuto con magnifici strumenti che vengono citati poco: i multiliner e la nuova Copic Gasenfude, più comunemente detta 'fude'.
ecco qui il risultato, ottenuto con un miltiliner 0.05, un multiiner SP 01, un multiliner colorato Cool Gray 0.3, una Gasenfude e una penna acrilica Molotow.
Come soggetti, visto
il tema, ho scelto due personaggi di Blaite's Wall, che si chiamano per
l'appunto Black (ovviamente lui) e White. (ovviamente lei).
Per prima cosa ho studiato il disegno a matita.
e successivamente ho iniziato a ripassare i contorni.
Questo disegno in particolare
è composto da tre livelli, cioè un ramo con foglie in primo piano, i due
personaggi e più dietro ancora uno sfondo.
Parto dal primo piano perché è più
facile disegnare le foglie e poi andare a farci in mezzo i trattini della
figura sottostante piuttosto che partire dai personaggi e lasciare uno spazio
bianco che magari non coinciderà precisamente quando andremo a inchiostrare la
foglia.
Realizzo i rami con la fude e le foglie a multiliner.
Realizzo i rami con la fude e le foglie a multiliner.
per chi non avesse mai usato una fude, deve sapere che si tratta di un
pennello con la punta simile al brush del copic, lunga appuntita, ma più
sottile e composta di setole flessibili, in questo caso di nylon. Questa punta
avverte la pressione della mano molto più di un copic nero e permette di ottenere
'uscite' delle linee (cioè le codine finali) molto più sottili, come si vede
dalla foto qui sotto.
Bisogna quindi prendere un pochino di manualità!
ATTENZIONE! Anche se la punta assomiglia per forma e la marca è COPIC, la
fude NON E' UN MARKER.
Infatti non si sfuma e non si scioglie con l'alcool.
Anzi, è fatta apposta perché abbia un tratto più netto, pulito e sottile
possibile, e per resistere sia all'acqua che all'alcol -al contrario del
copic- quindi può essere usata per inchiostrare disegni colorati poi a marker
senza problemi!
Una volta finito il mio ramoscello, comincio a inchiostrare i personaggi: parto prima dai visi, perché se proprio deve venire male la parte più difficile ed espressiva, almeno evito di stare a perdere tempo su tutto il resto. Dato che lui è BLACK e lei WHITE, parto da lui, perché per lei userò un multiliner più chiaro.
Piccola nota per le prossime foto: originariamente avrei dovuto ripassare la matita, ma in seguito ad un errore avvenuto nel tutorial (ho inchiostrato White col nero, come avevo detto di NON fareXD) ho preferito utilizzare il tavolo luminoso e ripassare di nuovo tutto dall'inizio, a parte i ramoscelli che alla fine ho tagliato e incollato, ecco perchè nelle foto successive non ci sono sempre.
Solitamente uso di base il multiliner 0.05, o lo 01 SP ricaricabile, perché
ha la punta un poco più rigida e quindi fa un tratto abbastanza sottile e
simile allo 005. Al massimo uso uno 03.
I mangaka inchiostrano solitamente con
pennini, non con pennelli come la fude (esistono eccezioni, certo. qui si parla
di tendenze, il pennello è molto più usato per inchiostrare fumetti americani o italiani, per esempio, e danno spessore in maniera diversa.) per questo uso un multiliner, altrimenti verrebbe molto difficile
anche per me che sono abituata, regolare bene la pressione minima che
occorrerebbe alla punta per tracciare linee belle sottili e tratteggi.
Dato che
comunque i pennini hanno anche loro una certa sensibilità alla pressione, è
ovvio che un multiliner passato semplicemente non sortirà lo stesso effetto.
I
trattopen e i multiliner hanno quello sgradevole tratto che finisce
arrotondato. Fortunatamente basta fare un po' di pratica e quando si sta per
concludere una linea che si sa che rimarrà aperta (per esempio pieghe, o
capelli) fare un movimento più veloce, come se steste firmando, per avere una
codina più appuntita.
per le
parti più scure basta ripassare una volta o due per inspessire il tratto in
certi punti, magari vicino alle ombre, o nei contorni più esterni che
differenziano i diversi piani del disegno. (foto sopra, mentre viene riempito un bordo particolarmente inspessito).
Se avete usato pennini giapponesi
almeno una volta potreste capire di cosa parlo. Per mostrare bene come fare, vi
faccio vedere il disegno inchiostrato semplicemente e quello che è stato poi ripassato.
Ecco qui. Come vedete, nel primo caso tutto le linee sono dello stesso
spessore e con fastidiose estremità arrotondate, al contrario del secondo.
ora passo al
personaggio bianco, e per l'occasione sfrutterò un multiliner tonalizzato, un
cool Gray 0.3. Purtroppo per me è un po' spessino, ma cercherò di sopperire
alla cosa inchiostrando più leggera e veloce di modo da assottigliare il
tratto. Successivamente, nei punti di ombra, per dare un po' di volume, darò qualche filino di nero.
è ora della fude! Innanzitutto mi sono preparata uno schemino molto rozzo
della distribuzione delle ombre.
Dovendo 'immaginare' delle pieghe sul
tessuto della felpa sarà necessario tracciare anche linee veloci e appuntite, che simulino l'ombra dell'avvallamento della stoffa tra una piega e l'altra, che sporgano dalla semplice fascia di ombra laterale, e se non siete sicuri una brutta copia aiuta ad evitare di perdere di
vista le zone principali.
Il video mostra qualche passaggio della fude sui vestiti e i capelli di Black,
e per coprire qualche imperfezione ho dato delle piccole correzioni con il
pennarello acrilico bianco Molotow.
Ecco lo sfondo. Sembra una cosa incredibile, e vi chiederete "ehi,
dove sono i passaggi di tutti questi alberi?"
...non ci sono.
Perché sembra una cosa piena di tecnica solo perché riempie molto il foglio, ma in realtà di tratta di creare linee frastagliate a piccole punte come foglioline seguendo degli ovali a matita, come si vede qui.
Gli ovali definiscono la massa della chioma degli alberi, che non sono palle rotonde sopra un palo marrone, ma più come cespugli naturalmente spettinati r irregolari, con piccole masse ad ogni ramo. Come unico accorgimento, non fate lo sfondo proprio attaccato al bordo dei personaggi: in colorazione va anche bene, ma in bianco e nero, essendoci solo due colori tra cui fare contrasto, meglio evitare troppi grovigli o sovrapposizioni e lasciar respirare un po' le figure: se notate nel disegno completo, il tratteggio dei tronchi degli alberi di ferma almeno un mm abbondante prima di toccare White.
Nei punti dove per abitudine ho toccato, invece, passerò un po' di Molotow bianca per correggere.

...non ci sono.
Perché sembra una cosa piena di tecnica solo perché riempie molto il foglio, ma in realtà di tratta di creare linee frastagliate a piccole punte come foglioline seguendo degli ovali a matita, come si vede qui.
Gli ovali definiscono la massa della chioma degli alberi, che non sono palle rotonde sopra un palo marrone, ma più come cespugli naturalmente spettinati r irregolari, con piccole masse ad ogni ramo. Come unico accorgimento, non fate lo sfondo proprio attaccato al bordo dei personaggi: in colorazione va anche bene, ma in bianco e nero, essendoci solo due colori tra cui fare contrasto, meglio evitare troppi grovigli o sovrapposizioni e lasciar respirare un po' le figure: se notate nel disegno completo, il tratteggio dei tronchi degli alberi di ferma almeno un mm abbondante prima di toccare White.
Nei punti dove per abitudine ho toccato, invece, passerò un po' di Molotow bianca per correggere.

Per dare volume uso qualche piccolissimo tocco di fude per simulare ciuffetti
di foglie nere in ombra, da posizionare sotto gli ovali che fanno da struttura
alle fronde. Per completare il tutto, mancano dei toni di grigio. Potrei usare
dei copic, ma potrei anche fare un po' di tratteggio con i multiliner, per
variare un po'.
Avendo usato sia il
nero che il grigio, ho a disposizione due tonalità con cui farli, quindi decido
di farli neri nelle parti più scure (tronchi degli alberi, o vicino al nero
delle fronde, o sulla maglia di black, comunque in generale vicino al colore
nero) e in grigio, soprattutto sul corpo di White e per creare una gradazione
vicino ai tratteggi neri.
Come tipo di tratteggio scelgo una cosa molto semplice, dei trattini verticali. Più
li faccio vicini, più sarà scuro il colore, senza bisogno di sovrapporre o
intrecciare linee tra loro.
Per completare, pulisco il disegno con la molotow, puntinando le cime superiori degli alberi per interrompere i contorni e far sembrare che ci batta la luce proveniente dall'alto.
Alla fine, memore del tutorial di Matteo, da black and white parte 2, ho deciso di vivacizzare il tutto con un solo elemento colorato e ho riempito a copic il cielo, delineando le nuvole direttamente con il B02.
E quindi eccolo finito, sono soddisfatta!
Come al solito spero che sia stato utile, e grazie per aver seguito!
Alice
Per completare, pulisco il disegno con la molotow, puntinando le cime superiori degli alberi per interrompere i contorni e far sembrare che ci batta la luce proveniente dall'alto.
Alla fine, memore del tutorial di Matteo, da black and white parte 2, ho deciso di vivacizzare il tutto con un solo elemento colorato e ho riempito a copic il cielo, delineando le nuvole direttamente con il B02.
E quindi eccolo finito, sono soddisfatta!
Come al solito spero che sia stato utile, e grazie per aver seguito!
Alice
mercoledì 9 marzo 2016
2 Tutorial: 'black and white' parte 2 - catturare l'attenzione con un particolare colorato
Ciao a
tutti! Dato che è la prima volta che pubblico su questo blog mi presento: mi
chiamo Matteo, ma di solito mi firmo Dodo – proprio come l’uccello estinto!!
Anche io come Chichi sono nuovo dell’ambiente, ma spero vivamente di mostrare
qualcosa di utile, soprattutto a chi si sta approcciando all’utilizzo dei
Copic.
Ognuno ha
le proprie preferenze in fatto di illustrazioni e se c’è una cosa per cui vado
matto è l’utilizzo dell’inchiostro nero unito a pochissimi colori – il famoso
particolare colorato del titolo del tutorial! Vi faccio alcuni esempi
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| RedJuice |
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| Shirow Miwa |
![]() |
| Shirow Miwa |
![]() |
| Ikumi Katagiri |
Non ne
siete già fatalmente attratti anche voi?
E la cosa più bella è che per realizzare questo tipo di immagine servono
davvero pochissimi colori, come vedrete dai passaggi seguenti, quindi è adatto a tutti quelli che per vari motivi si ritrovano con pochi colori tra le mani o che dovendo buttarsi a comprare i Copic per la prima volta non sanno da che parte cominciare.
Il risultato che vogliamo ottenere è questo: il personaggio utilizzato è un pirata random, però mi sono affezionato a lui mentre lo disegnavo quindi chissà che non torni a trovarci in futuro!
Il primo passo è l'inchiostrazione del disegno, che ho fatto con un copic multiliner 0.1, passando subito dopo alla stesura delle ombre sul cappotto del nostro piratucolo con un nero - 100 Black.
Come vedete, le ombre devono essere date in modo netto, utilizzando quindi i Copic in modo molto piatto (i puntini bianchi che vedete nelle foto sono dovuti al riflesso della luce sul foglio).
Subito dopo sono passato ad inserire i dettagli colorati del disegno, utilizzando un bellissimo BG13 Mint Green. Anche in questo caso l'ho steso in modo molto piatto, ripassandolo più volte fino ad ottenere una stesura omogenea in cui si vedessero il meno possibile le varie passate.
Come vedete nelle immagini di riferimento a inizio tutorial, il colore deve dare un tocco che catturi l'attenzione, ma non deve essere predominante rispetto al nero. Cercate di bilanciare bene i due colori! Io cerco di tenermi sempre sul 10% - 20% del disegno e lasciare il resto al bianco, al nero e al grigio.
Lo step successivo è l'utilizzo di un grigio scuro per completare il cappotto; se ne possono usare davvero tantissimi, non avendo un C5 Cool Gray (secondo me sarebbe stato il migliore) ho ripiegato sul BV23 Grayish Lavender, che comunque ha assolto il suo compito alla grande.
Ho aspettato che il nero si asciugasse abbastanza bene in modo da non contaminare i due colori - ricordate che l'effetto da ottenere è molto netto.
Subito dopo mi sono dato alla colorazione del cappello e alle ombre nere nei capelli. Non lasciatevi prendere la mano, usate il nero con parsimonia quando fate le ombre del colore per non mangiarvelo tutto. E parlo per esperienza personale
"Uh qui potrei metterne ancora un po'! Dai un altro po'!
...
...
Aspetta, dove è finito il colore?"
Le tristi storie di Dodo
Infine le ombre sulla pelle. Queste sono totalmente opzionali, ma a me piacciono sempre molto.
Vanno messe in pochi punti strategici per non appesantire troppo il disegno. Per esempio io le ho messe sul volto sotto il naso e nelle zone in ombra per il cappello, dal collo e qualcuna sulle mani usando un grigio chiaro - il C3
Ah, e non scordiamoci l'hot point, i pettorali!

Eccoci arrivati alla fine, questo è il risultato finale:
Alla prossima! :)
Ah, e non scordiamoci l'hot point, i pettorali!

Ho colorato la spada-frusta utilizzando un effetto metallico - vi rimando allo stupendo tutorial di Alice - alternando i Copic 100, BV23 e C3.
Infine, totalmente stimolato dal disegno e in modo non preventivato, mi sono divertito a disegnare dei tatuaggi tribali sul collo del pirata con il nero.
Eccoci arrivati alla fine, questo è il risultato finale:
COPIC USATI
100
BV23
C3
BG13
Inserisco altri miei disegni creati usando la stessa tecnica, mostrandovi come ogni colore sia perfetto da associare al nero e al grigio.
![]() |
| Jacques da Somnia (c) |
![]() |
| Un simpatico vampirello |
Spero vi siate divertiti, se create qualcosa del genere coi copic mandatemelo scrivendomi sulla pagina Facebook, sono sempre curioso di conoscere nuovi artisti.
Alla prossima! :)
Matteo Dodo
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